Quali sono gli errori più diffusi in JavaScript?

formazione informatica umbriaGli script possono generare errori in molti modi usando JS ma alcuni errori sono più comuni di altri sostiene Formazione Informatica Umbria. Un errore comune che esiste in istruzioni if consiste nell’ usare l’operatore = invece dell’ operatore di uguaglianza ==. Le istruzioni if dovrebbero sempre includere due segni di uguale. Un altro modo comune di sbagliare é sbagliare ad accoppiare parentesi graffe, virgolette e parentesi. Dovreste prestare attenzione specialmente quando includete virgolette singole ‘ all’ interno di doppie virgolette. Le proprietà e i metodi dell’ oggettosono sensibili al carattere, per cui una proprietà come bgColor non funzionerà se vi dimenticate di scrivere in maniuscolo la C. Un altro errore comune é utilizzare proprietà, metodi ed eventi che non sono associati con una specifico oggetto. Per esempio se provate a usare l’evento onClick su un oggetto form, il browser rileva un errore.

Hai provato a mettere = al posto della corretta forma == che cosa accadrebbe?

<html>
<head>
</head>
<body>

document.write(“This script includes an error.”);
if (navigator.appName = “Microsoft Internet Explorer”)
document.write(“You are using Microsoft Internet Explorer”);

</body>
</html>

se mi dimenticasis una graffa?

<html>
<head>
</head>
<body>

document.write(“This script includes an error.”);
if (navigator.appName == “Microsoft Internet Explorer”) {
document.write(“You are using Microsoft Internet Explorer”);

</body>
</html>

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L’uso degli operatori aritmetici in JS

web developer UmbriaLe espressioni sono utilizzate per comporre equazioni matematiche, queste equazioni possono calcolare un risultato desiderato, che può esserevisualizzato in un browser. Le espressioni sono create con variabili o letterati su entrambi i lati di un operatore. I letterali possono essere valori numerici o stringa. Le espressioni più facili da creare usano operatori aritmetici. I 4 operatori standard sono +-*/ che funzionano se gli operatori sono numeri, l’operatore addizione può essere usato anche per combinare le stringhe. L’operatore sottrazione può essere utilizzato come operatore di negoziazione se viene posizionato davanti a una variabile o a un numero. Per esempio temp=-var1; rende il valore di var1 negativo e posiziona il risultato in temp1. Poi esiste l’operatore poco usato modulo che restituisce il valore del resto dopo una divisione. L’operatore addizione può essere utilizzato per combinare stringhe, ma tutti gli altri operatori aritmetici restituiscono un valore NaN se vengono utilizzati con le stringhe. NaN sta per not a number (non un numero). Se la stringa é un numero e non include nessuna lettera, JS converte automaticamente la stringa in un numero e valuta l’espressione. In una delle prossime sessioni di studio sui portali Umbriaway Formazione prenderemo in considerazione i fattoriali che meritano un approfondimento a parte. Vediamo come al solito gli esempi:

<html>
<head>
</head>
<body>

var1 = 12;
var2 = 10;
varAdd = var1 + var2;
varSub = var1 – var2;
varMult = var1 * var2;
varDiv = var1 / var2;
varMod = var1 % var2;
document.write(“Variable 1: ” + var1 + “
“);
document.write(“Variable 2: ” + var2 + “
“);
document.write(“Addition: ” + varAdd + “
“);
document.write(“Subtraction: ” + varSub + “
“);
document.write(“Multiplication: ” + varMult + “
“);
document.write(“Division: ” + varDiv + “
“);
document.write(“Modulus: ” + varMod + “
“);

</body>
</html>

Scacchi e JavaScript prima puntata: quella pirc demolita da Tal nel 1988

Come faccio a incorporare JavaScript all’ interno di un documento HTML? Risponde Umbriaway Consulting che occupandosi di stratregia nella formazione prima di snocciolare i misteri di JS proverà a districare i misteri di una posizione scacchistica visto che SCACCHI e programmazione in un certo senso sono collegati. Negli anni ottanta ce stava un giocatore di nome Sppelman che sicuramente scarso non era visto che giocava al top con i suoi contemporanei. Ma durante un torneo a Reykjavick o come diavolo si scrive Speelman un bel giorno decise di mettere un cavallo in f6 passando da una potenziale A43 a B08 e sapete tutti quello che significa, perché l’avversario con il bianco che era Tal quel giorno invece era in forma. Le videate mostrano in sequenza alcuni momenti critici. A un certo punto Speelman decide di migliorare la posizione del bianco incappando in una strana manovra Db7-b4 che di fatto va a dare consistenza alle intenzioni combinative del bianco, a quel punto la posizione era probabilmente giocabile per il nero (con la D in b7) ma alla fine il Bianco che aveva intenzioni velleitarie riesce a concretizzare la sua girandola di sacrifici. Una combinazione nata per caso? Se Speelman al posto di Db7 giocava h6 avrebbe potuto dire ai quattro venti di aver pareggiato con la PIRC contro un ex campione del mondo quel giorno? si chiede web developer Umbria. A questo punto dopo aver illuminato zen l’agonista Umbriaway va ad accendere delle lampadine di programmazione come da programma per usare un pasticcio di lemmi. JavaScript può essere incluso in una pagina web con il tag che supporta l’attributo language, tag che vengono caricati nella pagina al momento del rendering. Posso inserire questi tag nel body oppure nell’ head nel secondo caso lo script é più veloce in quanto non appesantisce il corpo del documento. Oltre a language é disponibile anche l’attributo type che accetta un settaggio di tipo MIME riconosciuto come text/javascript come valore. Con language specifico il tipo di linguaggio da utilizzare dove nel nostro caso il valore sarà javascript. Resta da chiarire come verrà visualizzato il testo di uno script magari tramite una istruzione document.write all’ interno della pagina, anche qui interviene a gamba testa Umbriaway Consulting per dare risposte tempestive. Se inserisco questo script dopo una intestazione H1 all’ interno del body il testo stampato a video sarà ovviamente dopo l’H1 in quanto JS usa una logica procedurale ossia risolve le istruzioni dall’ alto verso il basso e da sinistra a destra. Adesso vediamo un paio di esempi concreti. Ipotizziamo di trovarci nella condizione di avvisare l’utente che apre la pagina di un certo evento, come faccio? Magari una finestra che memorizza il nome del visitatore come si fa?

temp = window.prompt(“what’s your name?”);
document.write(“welcome, ” + temp + ” to this web page, thanks!”);

per fare funzionare lo script dovrò incorporarlo come detto sopra all’ interno di una coppia di tag . Ovviamente posso anche modificare il colore di sfondo della pagina con l’istruzione document.bgColor =”blue”; se invece voglio collegare un file esterno con estensione js alla pagina web utilizzo l’attributo src del tag script e in questo caso non é necessario chiudere la coppia di tag script. Ovviamente il file esterno al suo interno avendo una estenzione già caratterizzante non dovrà partire segnalando lo script iniziale in alto nella pagina ma solo le istruzioni interne delle funzioni javascript. Ricordiamo che JS é case sensitive quindi occhio quando vengono richiamate le funzioni che di solito sono iscritte usando una logica di codice a gobba di cammello con minuscola e maiuscola. Se ho degli script nell’ head queste verranno naturalmente eseguite prima del body. Verificare sempre che all’ interno del browser non sia disabilitata l’opzione di esecuzione di javascript. Posso avvisare l’utente che ha il browser disabilitato tramite la coppia di tag in modo da ricordare all’ utente che deve abilitare JS da browser con un messaggio personalizzabile tipo “abilita JS da impostazioni del browser”. Per aggiungere commenti a JS in opzione multiriga si utilizza /* …. */ e singola riga //. Posso usare queste strategie di commento per disabilitare una istruzione o un blocco di istruzioni senza dovere ogni volta perdere tempo a scrivere di nuovo. I commenti sono utili perché speigano anche debug e logiche di sviluppo per dire al team di sviluppo che le cose funzionano in un certo modo. A questo punto ecco un pò di risposte di consolidamento base su JS con le risposte corrispondenti in codice.

Come faccio a fare una pagina base html?

Come faccio a imporre uno sfondo blue alla pagina del documento?

document.bgColor = “blue”;

</body>
</html>

Come si commenta in JS?

<html>
<head>
</head>
<body>

//The next JavaScript statement will set the page color to blue.
document.bgColor = “blue”;
/*The next JavaScript statement will output the HTML tags and text
to the browser.*/
document.write(”

Hesitation Kills

“);

<noscript>
This web page uses JavaScript. To see the full page, make sure that
JavaScript is enabled.
</noscript>
</body>
</html>

Posso usare il simbolo dei commenti per impedire al codice di entrare in esecuzione?

<html>
<head>
</head>
<body>

//The next JavaScript statement will set the page color to blue.
document.bgColor = “blue”;
/*The next JavaScript statement will output the HTML tags and text
to the browser.
document.write(”

Hesitation Kills

“);*/

<noscript>
This web page uses JavaScript. To see the full page, make sure that
JavaScript is enabled.
</noscript>
</body>
</html>

Come faccio a linkare una risorsa esterna JS?

<html>
<head>
</head>
<body>
http://external.js
</body>
</html>

Come faccio a inserire un semplice js nella pagina?

<html>
<head>
</head>
<body>

</body>
</html>

Come faccio a impartire istruzioni JS all’ interno del body e mostrare a video un messaggio di avvertimento per l’utente nel caso che non abbia abilitato JS da browser?

<html>
<head>
</head>
<body>

document.bgColor = “blue”;
document.write(”

Hesitation Kills

“);

<noscript>
This web page uses JavaScript. To see the full page, make sure that
JavaScript is enabled.
</noscript>
</body>
</html>

Umbriaway Formazione e gli apici in JavaScript

web designer UmbriaUn codice JavaScript fa uso sia di apici singoli (”) sia di doppi apici (“”) utilizzati per racchiudere i valori stringa. La possibilità di usare queste soluzioni é dettata dall’ esigenza di poter usare soluzioni stringa all’ interno della stringa senza dover generare errori nell’ esecuzione del codice. Se si cerca di annidare doppi apici all’ interno di una coppia di altri doppi apici (o apici singoli all’ interno di altri apici singoli) SI VA INCONTRO A SERI PROBLEM sentenzia Umbriaway Consulting. Vediamo esempi concreti:

onClic=”alert(‘esempio corretto’)”;
onClic=”alert(“esempio scorretto”)”;
onClic=’alert(‘esempio scorretto too’)’;

Ma a questo punto l’aspirante web developer Umbria chiederà a Umbriaway Consulting ma come faccio a stampare a video solo le virgolette? Con i caratteri di escape usando una barra rovesciata:

alert(“il film \”guerre stellari\” é molto famoso”);

Comunicazione digitale castello di Colle e JQuery: posso manipolare il testo dinamicamente?

web designer Umbria

Come tutti sanno e se non lo sapete ve lo dice comunicazione digitale castello di Colle il testo in HTML si può manipolare con una proprietà JS del DOM che é innerHTML ma JQuery come libreria fornisce metodi potenti per cambiare e manipolare gli elementi HTML con i loro attributi. Come sempre un approccio basato sulla magia del fare scelto da comunicazione digitale castello di Colle chiarisce meglio il concetto con questa porzione di codice:

$(“p”).html(“JQuery”);

ossia tutto il testo che é inserito negli elementi paragrafi trasformalo come contenuto testuale in JQuery. Con questa logica -suggerisce comunicazione digitale Castello di Colle– possiamo con svariati metodi tipo appewnd e prepend o after e before gestire al meglio l’elemento selector specificato nella prima parte dell’ istruzione che nel caso precedent6e coincide con P di paragrafo. Per appendere (metodo APPEND) si intende aggiungere dopo il testo e per il metodo PREPEND si intende aggiungere prima del testo. Vediamo ad esempio come manipolare o modellare un testo con istruzioni prima o dopo:

$(selector).after(content)
$(selector).before(content)

cioé tradotto da comunicazione digitale C astello di Colle:

$(“p”).after(“JQuery”);
$(“p”).before(“JQuery”);

A questo punto lo studente JQuery angosciato farà una domanda a comunicazione digitale Colle di Nocera Umbria:

Ma come faccio a ricordarmi tutti i metodi presenti in JQuery? La risposta é dentro di te studente: non devi studiare a memoria una tecnologia ma capire a grandi linee come funziona, poi il dettaglio operativo e le funzionalità del singolo metodo te le vai a studiare e visionare con cura in qualsiasi manuale di riferimento. L’importante é capire la logica di fondo ed essere fortemente motivati a cogliere le potenzialità inscritte nel portentoso simbolo $, parola di Umbriaway Formazione! E come sempre per finire con i polpettoni teorici sempre un pò fini a se stessi concludiamo la nostra scorribanda filosofica tesa a migliorare il nostro skill di sviluppatori con una applicazione JQuery da studiare, in passato abbiamo visto in action il metodo hide() adesso diamo un occhiata alla funzione fadeout():

<html>
<head>
http://jquery.js

$(document).ready(function(){
$(“#test”).click(funtion(){
$(this).fadeOut();
});
});

</head>

<body>


clicca


<p>clicca nel box</p>
</body>
</html>

A questo punto comunicazione digitale Umbria chiede allo studente di sperimentare dal vivo questo script coerente con la magia del fare propugnata a livello didattico.

Il metodo send() in Ajax secondo web developer Costa

castello di colleDopo aver preparato XMLHTTPRequest attraverso il metodo open() é possibile inviare la richiesta utilizzando il metodo send() sfruttando il metodo send(). La funzione send() accetta un argomento, se la richiesta é di tipo GET le informazioni necessarie verranno codificate nell’ URL di destinazione; sarà quindi sufficiente chiamare il metodo send() sfruttando l’argomento null con objectname.send(null); tuttavia se la richiesta é di tipo POST il suo contenuto (codificato in modo appropriato) verrà passato come argomento:

objecname.setRequestHeader(‘Content-Type, ‘application/x-www-form-urlencoded’);
objectname.send(var1=value1&var2=value2);

In questo caso si utilizaza il metodo setRequestHeader per indicare il tipo di contenuto incluso. Riepilogando a cura di web developer Costa ricordiamo che le due fasi di una applicazioni Ajax sono quelle in cui in un prima momento noi facciamo una richiesta REQUEST per aver come risposta appunto una RESPONSE dopo l’elaborazione lato server che avverrà localmente sulla nostra pagina web impostando il parametro tipo di comunicazione a TRUE come terzo argomento del metodo OPEN. Sui portali Umbriaway Consulting prenderemo in esame prossimamente questa comunicazione che avviene con il server più in dettaglio.

Glossario web Umbria e i termini arcaici

castello di colleLa terminologia del web si evolve e quelli che un tempo erano parole strane oggi sono solo parole di uso comune, sostiene glossario web Umbria. Tuttavia affinché tutto cambi tutto deve rimanere invariato sosteneva un famoso scrittore del sud Italia quindi in questa sessione di allenamento glossario web umbria darà un occhiata al trito e ritrito. Server: applicazione software che risponde alle richieste di un client per semplificare. Server web: Computer di norma governato da sistema operativo unix nel quale é operativo un protocollo HTTPD dove le due ultime lettere stanno per Protocol Daeamon, contengono programmi CGI accessibili ai client.Sintassi? Regole di punteggiature e e di ordine dei termini di un linguaggio. in JS vi sono delle regole ferree come l’idea di case sensitive oppure il punto e virgola finale di fine istruzione etc che devono essere rigorosamente rispettare per creare script funzionali. Sito web: raccolta di pagine ipertestuali tra loro correlate prodotte e messe a disposizione dalla medesima organizzazione o ente. Stato: contenuto di un oggetto al momento in cui si fa riferimento all’ oggetto stesso. Stringa: serie di caratteri alfanumerici che vengono considerati come una sola entità circoscritti da apice singolo o apice doppio. In JS é un oggetto predefinito e contiene metodi come bold() o blink(). Ne consegue che una sottostringa é una parte di una stringa; oggetto: in un linguaggio di programmazione si intende un tipo di dati complesso , un auto o una persona per esempio e ha metodi e proprietà. Matrice: elenco indicizzato o numerato di elenchi o item, si possono creare matrici di numeri, stringa e oggetti. Con gli indici si accede a ciascun contenuto della lista. JavaScript ha diverse matrice attive di default come form link e options e altre.Poliformismo: insieme all’ ereditarietà é una delle caratteristiche dei linguaggi di programmazione orientati agli oggetti. Significa assegnare a più oggetti un metodo con lo stesso nome. JS é in grado di riconoscere il polimorfismo ad esempio document.close() o window.close(). Public: la parola chiave public viene usata da alcuni linguaggi di programmazione orientati agli oggetti per indicare che una proprietà o un metodo particolare definito in una classe può essere richiamato da un’ altra classe. Pagina web: é il risultato di una interpretazione di un documento HTML che visualizza testo elementi grafici suoni video etc moduli interattivi disponibili per ciascun utente che usufruisce della pagina.Propeità: corrisponde a una qualità specifica di un oggetto ad esempio taglia colore ed età possono essere le proprietà dell’ oggetto gatto. Tutte le proprietà di un oggetto sono accessibili con particolari enunciati del codice di programmazione proprietario.E per finire glossario web umbria guarda al metodo: la member function é una funzione definita specificatamente per un oggetto particolare e operativa solo sui dati di tale oggetto. Vari oggetti possono essere associati a metodi che hanno lo stesso nome e la stessa funzione come il caso precedente analizzato sul polimorfismo con close().

Consulenza Informatica Nocera Umbra e l’ottimizzazione dei siti web

consulenza informatica Nocera UmbraNei portali formativi Umbriaway Consulting dedicati anche alla consulenza informatica a Nocera Umbra abbiamo più volte ricalcato la modalità di lavoro persistente su alcuni elementi della pagina web come il title e la description. I titoli devono essere fotemente adeguati e pertinenti all’ argomento affrontato dalla propria area web. Nei meta trag io posso scrivere delle direttive del tipo:

<meta name=”robots” content=”NOODP”>

con questa direttiva indica consulenza informatica Nocera Umbra possiamo dire che il sito web e la pagina in oggetto é data in pasto a tutti i ragnetti di ricerca disseminati per la rete compresa Google e con la seconda descrizione diciamo che la description da prendere non é quella della directory DMOZ che verra esclusa con la dicitura NO in prefisso. Se volessi includere nel posizionamento solo il motore di ricerca Google dovrei scrivere l’istruzione statica:

<meta name=”googleboot” content=”NOODP”>

consulenza informatica Nocera UmbraNegli ultimi anni l’estrapolazione dei dati sta diventando sempre di più raffinata e dettagliata, gli aggiornamenti dell’0 algoritmo sono sempre più frequenti ed efficaci orientati ad assicurare uno standard di trasparenza nell’ uso comune persino e soprattutto sui contenuti.  Se l’utente cerca un particolare tipo di parole può essere un vantaggio estrapolare proprio “quel particolare tipo di parole” evidenzia consulenza informatica Nocera Umbra. Certo é che queste aree descrittive e sintetiche coinvolgono aree come testo nel tag HTML title; testo nell’ elemento title del feed; testo title di alcune sitemap XML; Anchor text dei link interni al sito e anche esterni. Titolo della risorsa in DMOZ. Testo generato da Google e infine URL. La pertinenza descrittiva del tema da evidenziare può fare quindi la differenza anche se sempre di più Google tende a riempire in maniera consona quelle description che sono troppo brevi per esempio in modalità automatica. Ora se il Ris dovrebbe effettuare in modalità CSI il luogo visivo in cui cade l’occhio termicamente con aree colorate scoprirebbe che la parte angolo sinistro é la più battuta del video e anche l’idea di sfogliare le pagine sul posizionamento organico é fuori dal mondo ed é per questo motivo che l’obiettivo più ambito per una parola chiave che intende conquistare il mercato é quello principe di finire sulle prime due pagine. I fattori complessivi che determinano un posizionamento sono molteplici. Qui parliamo di comunicazione allo stato puro. Se digitassi vivere con consulenza informatica a Nocera Umbra sarei più contento di vedere nei risultati di ricerca qualcosa del tipo: perché vivere a Nocera Umbra é un sogno oppure Nocera Umbra ha delle località adiacenti interessanti? Quale  titolo incoraggia di più la lettura? Certo se trovassi come risultato Sagra del bikini ed elezione di miss mondo a Nocera Umbra é altamente probabile che quel titolo si porti via dietro il record di click. Influenzare le SERP é un arte difficile e delicata. Se ho la percezione di avere a che fare con un titolo poco accattivante e coinvolgente il mio interesse decade e il marketing va a farsi benedire nei suoi principi di presa sulla controparte. Quindi se vogliamo diventare dei professionisti SEO altamente performanti abbiamo una sola cosa da fare: imparare a scrivere in manieras graffiante sul web non solo titoli e descrizioni ma anche contenuti intriganti. Noi di consulenza informatica a Nocera Umbra vogliamo attrarre e incoraggiare la lettura in perfetto stile Garcia Marqueza. In questo lavoro anche un piccolo dettaglio può fare la differenza: avete mai visto per esempio dopo una ricerca comparire il simbolino grafico di qualcosa o una frecciolina prima del testo? Quel piccolo insignificante dettaglio può veicolare lo sguardo dell’0 utente incoraggiandolo al click. In uno dei prossimi articoli di formazione di Umbriaway Consulting affronteremo la spinosa questione degli altri elementi della pagina come il body per esempio. Se scrivessi nel titolo consulenza informatica a Nocera Umbra nel body devo rimarcare questo principoio ed esaltarlo nella maniera più naturale possibile senza esagerazioni per non incorrere in penalizzazioni, parola di Colle di Nocera Umbra!

Feedback Assisi e le tecniche di vendita, puntata N 453

consulenza UmbriaLa spinta interna dell’ essere umano prima che compra? La motivazione all’ acquisto. Sei capace tu venditore a far venire l’acquolina in bocca al tuo potenziale compratore? Il consulente deve scoprire i bisogni del suo potenziale cliente come mission primaria. Deve fare il contrario della pubblicità che spara un messaggio nel mucchio individuando con il Milton Model una fetta di mercato, qui l’imbuto con un solo cliente é rovesciato e bisogna fare in modo che l’individuazione dei bisogni sia il possibile pertinente con le esigenze reali dell’ interlocutore. Io cliente voglio acquistare in sicurezza e comodità. Alcune persone poi possono essere motivate dal cambiamento e dall’ innovazione, altre leve di comando che sono in mano al venditore consulente possono essere profitto, riconoscimento e Oergoglio personale, soprattutto quando il vicino di casa suo competitor ha in mano un prodotto che lo fa stare avanti durante la corsa commerciale. Il consulente deve muovere via via tutti queste leve e azionare i bottoni giusti per convertire in contratto. La gente non ha voglia di subire una vendita ha voglia di conservare in autonomia l’illusione che é luoi che pilota anche se precedentemente é stato influenzato, attenzione quindi a non forzare. Quando il cliente inizia a obiettare qualcosa, lì inizia la vendita vera e propria e il consulente di talento diventa come uno squalo che ha subodorato l’odore del sangue. Saper controllare significa saper dosare temi delicati di gestione come empatia, domande di approfondimento, ascolto attivo e risposte. Spesso userà un tono simile a quello del cliente e anche gli stessi termini. Prima di parlare di prezzo bisogna sottolineare gli straordinari benefici che si avranno usufruendo dell’ acquisto di quel portentoso prodotto, quindi solo alla fine dopo aver dato e trasmesso la famosa percezione del valore si dovrà sparare il prezzo, questo ovviamente non vale in senso assoluto. La vendita non é una scienza esatta tu puoi anche seguire delle fasi precise ma il tuo interlocutore é una mina vagante e può rendersi conto in qualunque istante che ha bisogno di quel tipo di prodotto e quindi comprerà costringendoti a saltare tutta la scaletta delle tecniche precostituite. Meglio direte voi! E se non compra? Allora non ti resta che fare una analisi particolareggiata con la famosa tabella post vendita a cui abbiamo accennato diverse volte sul portale di UmbriaWay Consulting. Valutazioni generiche legate a obiettivo della visita, impatto, domande, individuazione dei bisogni, argomentazione tramite metodo CFB, gestione delle obiezioni e chiusura, con un puntaggio totale partendo da 1 come pessimo e 10 come max performances. La vendita non basta occorre anche deliziare il cliente per strappare referenze e contatti! L’obiettivo del post vendita é quello di creare rapporti fiduciari a lunga scadenza.

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