Appunti di comunicazione II a cura di turismo Umbria.

Se urlo avrò paura. Se rido sarò felice, i muscoli facciali e le microemozioni , Lie to me. Le parole sono chiavistelli ipnotici, aprono porte. Come si fa a spiegare un sogno? Il test di Leavitt come ci arrivano le informazioni quando qualcuno trasmette e quando qualcuno riceve senza possibilità del feedback. Con il feedback 5 fig su 5 ok senza una azzeccata (rettangoli e quadrati disposti nello spazio in un certo modo con angoli e base da mostrare senza far vedere alla classe)…zone di ambiguità nella comunicazioni angoli e basi…le rappresentazioni grafiche e gli scarabocchi l’alfabeto il significato semantico il ciao che può essere variato deformato stirato allargato..neuroassociazioni, il suono casa scatena la rappresentazione visiva…in molle varianti perché ognuno interpreta quell’0 informazioni sulla base di filtri personali dovuti a memoria, carattere, esperienze etc. Le parole fanno scattare delle procedure. Triste? Disperato? Linguaggi universali. Contrazioni muscolari…convenzioni casa in Francia lo posso dire in diversi modi…gli ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE. Il primo assioma ci insegna che non si può non comunicare. Qualunque comportamento comunica qualcosa e, visto che è impossibile avere un non-comportamento, la non-comunicazione è altrettanto impossibile. Il secondo assioma chiarisce che all’interno di ogni comunicazione vanno distinti due livelli. Il primo è il livello del contenuto, che dice che cosa stai comunicando. Il secondo è il livello della relazione, che dice che tipo di relazione vuoi instaurare con la persona a cui la rivolgi. Il terzo assioma spiega che il modo di interpretare una comunicazione dipende da come viene punteggiata (o ordinata) la sequenza delle comunicazioni fatte. Per esempio, di fronte a un uomo che si chiude in se stesso e alla moglie che lo brontola, il primo potrebbe dire che si chiude perché la moglie lo brontola, e la seconda potrebbe ribattere che lei lo brontola perché lui si chiude. A seconda della “punteggiatura” usata cambia il significato dato alle comunicazioni e alla relazione. Il quarto assioma differenzia due tipi di comunicazione: quella analogica e quella numerica (o digitale). La comunicazione analogica si basa sulla somiglianza (analogia) tra la comunicazione e l’oggetto della comunicazione: rientra in essa tutta la comunicazione non verbale e l’uso di immagini (ad esempio, se incrocio le braccia sul petto sto comunicando, per analogia, una chiusura). La comunicazione numerica riguarda invece l’uso delle parole, e in generale di segni arbitrari organizzati da una sintassi logica, cioè di segni usati convenzionalmente per designare qualcosa: il fatto che la parola “tavolo” rappresenti un oggetto con un piano orizzontale sorretto da delle gambe, su cui solitamente si appoggiano delle cose, non ha nulla a che vedere con l’oggetto in sé; è, appunto, una parola scelta convenzionalmente (e divenuta parte di una lingua). Il quinto e ultimo assioma della comunicazione umana spiega che tutte le interazioni tra comunicanti possono essere di due tipi: simmetriche o complementari. Si ha un’interazione simmetrica quando gli interlocutori, tramite le loro comunicazioni, si considerano di pari livello, sullo stesso piano: nessuno dei due sembra voler prevalere o essere subordinato all’altro, come genericamente nel caso degli amici o dei colleghi. L’interazione complementare si ha invece quando gli interlocutori non si considerano sullo stesso piano, e ciò risulta dalle loro comunicazioni, che pongono uno dei due in una posizione superiore (one-up) e l’altro subordinata (one-down): ne sono un esempio le interazioni tra dipendenti e superiori, o tra madre e figlio. Gli assiomi hanno valore in senso assoluto. Il messaggio, quello che arriva, come é stato filtyrato? Come interpreta, come reagisce, che intensità ci mette, quanta emozione e passione ci riversa. L’importanza del feedback per la verifica dei cambiamenti. La credibilità del messaggio. Gestire il verbale e il paraverbale. Usare congruenza essere coerenti. Relazioni, scelte, conseguenze, comportamenti. Il test dell’ omino che sta in silenzio che trasmette a quello davanti una informazione (due cappelli bianchi e neri, il primo omino ha un muro davanti). I segnali contraddittori hanno un significato, non puoi predicare bene e ruzzolare male. Abbattere RESISTENZE e INTERFERENZE. Contenuti rielaborati dal ricevente. Milton Model, sparare nel mucchio. La TV che trasmette i telegiornali. Usare i tre canali contemporaneamente, verbale, non verbale e paraverbale. Percezioni diverse, avversione per la matematica. Sette per cento il verbale. 38 per cento la voce, 55% il non verbale. Sincrono, asincrono, messaggi unidirezionali, bidirezionali. Quello mi sta antipatico mi dice che ha visto la Bella e La Bestia e che gli é piaciuto? Darò consistenza al suo giudizio? No anche se per te é un bel film. il Pregiudizio e la memoria. Alla fine che cosa comunichiamo? Come? Attraverso quale mezzo-canale? In quale AMBIENTE, in quale CIRCOSTANZE. Il dramma del figlio unico. Il dramma del mafioso terzo figlio. Lottare per il primato sociale, sfoggiare la propria virilità, avere dieci mogli, modelli culturali diversi. Lottare per il primato affettivo, studi sugli zeta index div. FISIOGNOMICA; PROSSEMICA; CINESICA. Contenuto, relazione, il messaggio é stato travisato. L’importanza della fiducia nelle relazioni. Valutiamo, giudichiamo, mi piace o non mi piace.

Annunci

Copy Valtopina e il JUMBOTRON, ovvero gli squilibri dinamici e le patte imminenti

copy-valtopinaJumbotron per gli americani é il maxischermo dei risultati, ricorda copy Valtopina. Serve ad attirare l’attenzione e a suggerire l’idea che l’utente deve fare qualche cosa per convertire con una call to action il suo interesse in qualcosa di pratico (iscrizione newsletter per esempio). Molto importanti sono i form all’ interno del jumbotron e con essi tutti quei componenti classici tipo INPUT e BUTTON che come smanettoni HTML conosciamo. Come al solito non serve imparare a memoria le classi ma avere una idea generale prima dell’ approvvigionamento autonomo, ricorda copy Valtopina per cui se ti serve spingere un bottone verso destra scoprirai che con <P class=”pull-sm-rigth”> ad esempio puoi “spingere” il tutto dove necessita. Come sempre prima viene il nome del componente, ad esempio btn e poi si ripete la caratteristica semantica seguita dalla proprietà che si vuole evocare tipo “btn btn-lg” per esempio per indicare un grande bottone (large) oppure “btn btn-primary” per richiamare nella classe un famoso colore base. Per avvolgere dei componenti e aiutarli a metterli in linea ad esempio un campo testo con un bottono dislocati su colonne adiacente prima si mette la classe ROW e poi all’ interno si richiama la larghezza della colonna dove alloggia ciascun componente con la classe “col-sm-8” ad esempio e poi nel form si scrive la classe “form-inline” ricordando sempre che i colori dei nottoni sono sempre quelli basici success, primary, info, warning, danger che conosciamo quindi qualcosa tipo “btn btn-success” come abbiamo accennato sopra con copy Valtopina.Sicuramente in quella logica dell’ attirare l’attenzione il form é quello che svolge il lavoro più sporco e importante richiamando la conversione call to action. Per quanto riguarda l’arte dell’ attacco e della difesa ricordiamo che questo tema lo incontri ad esempio nella partita http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1119765.php tra Rubinstain e Capablanca. Il gioco moderno oggi é fatto di squilibri dinamici, di attacco e di difesa e questa partita rende bene l’idea dei giochi sporchi tipo jumbotron di bootstrap che puoi somatizzare scomponendo le mosse di questi due grandi campioni, conclude copy Valtopina.

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑