JQuery per aspiranti programmatori: B – attributi e modifica di contenuti

Dopo aver approcciato JQuery nella parte A all’ indirizzo https://umbriawayamplifica.wordpress.com/2018/12/10/jquery-per-aspiranti-programmatori-a-overview/ con una approfondita overview, passiamo ora ad affrontare la spinosa questione dei contenuti HTML. Possiamo manipolare facilmente gli attributi assegnati agli elementi HTML tramite jQuery. href, src, id, class, style sono tutti esempi di attributi HTML. Il metodo attr () è usato per ottenere il valore di un attributo. Per esempio:

<code>
<a href=”www.farwebdesign.com”>
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</a>
</code>

JAVASCRIPT:
<code>
$(function() {
var val = $(“a”).attr(“href”);
alert(val);
});
// alerts “www.farwebdesign.com”
</code>

Nel codice sopra abbiamo selezionato e allertato il valore dell’attributo href dell’elemento <a>.

Il metodo attr () ci consente anche di impostare un valore per un attributo specificandolo come secondo parametro. Per esempio:

<code>
$(function() {
$(“a”).attr(“href”, “http://www.jquery.com&#8221;);
});
</code>

Questo cambierà l’attributo href dell’elemento <a> al valore fornito.

Puoi anche rimuovere gli attributi dagli elementi HTML. Il metodo removeAttr () viene utilizzato per rimuovere qualsiasi attributo di un elemento. Nell’esempio seguente rimuoviamo gli attributi border e class della tabella:

<code>
$(“table”).removeAttr(“border”);
$(“table”).removeAttr(“class”);
</code>

Esistono diversi metodi per manipolare il contenuto di elementi HTML tramite jQuery. Il metodo html () viene utilizzato per ottenere il contenuto dell’elemento selezionato, incluso il markup HTML. Per esempio:

<code>
<p>
JQuery is <b>fun</b>
</p>
</code>

JAVASCRIPT

<code>
$(function() {
var val = $(“p”).html();
alert(val);
});
// alerts “JQuery is <b>fun</b>”
</code>

Si noti che viene restituito anche il markup HTML (i tag <b>). Se è necessario solo il contenuto del testo, senza il markup HTML, è possibile utilizzare il metodo text ():

<code>
$(function() {
var val = $(“p”).text();
alert(val);
});
// alerts “JQuery is fun”
</code>

I metodi html () e text () possono essere utilizzati per tutti gli elementi HTML che possono contenere contenuto. Gli stessi metodi html () e text () possono essere usati per modificare il contenuto degli elementi HTML. Il contenuto da impostare viene fornito come parametro del metodo, ad esempio i codici html e javascript saranno:

<code>


some text



</code>

<code>
$(function() {
$(“#test”).text(“hello!”);
});
</code>

Il codice sopra cambia il contenuto dell’elemento con id = “test” su “ciao!”. Se il contenuto che stai impostando contiene markup HTML, dovresti usare il metodo html () invece di text ().

Abbiamo visto come possiamo manipolare il contenuto degli elementi HTML usando i metodi text () e html (). Un altro metodo utile è il metodo val (), che ci consente di ottenere e impostare i valori dei campi modulo, quali caselle di testo, menu a discesa e input simili. Per esempio:

<code>
<input type=”text” id=”name” value=”Your Name”>
</code>

<code>
$(function() {
alert($(“#name”).val());
});
//alerts “Your Name”
</code>

Allo stesso modo, è possibile impostare il valore per il campo fornendolo come parametro per il metodo val (). Ottenere e impostare i valori dei campi del modulo è molto utile quando è necessario gestire gli eventi del modulo e la convalida. Tratteremo gli eventi più avanti.

I seguenti metodi jQuery sono disponibili per ottenere e impostare il contenuto e gli attributi degli elementi HTML selezionati:

text () imposta o restituisce il contenuto del testo degli elementi selezionati.
html () imposta o restituisce il contenuto degli elementi selezionati (incluso il markup HTML).
val () imposta o restituisce il valore dei campi modulo.
attr () imposta o restituisce il valore degli attributi.
removeAttr () rimuove l’attributo specificato.

Come abbiamo visto nelle lezioni precedenti, i metodi html () e text () possono essere usati per ottenere e impostare il contenuto di un elemento selezionato. Tuttavia, quando questi metodi vengono utilizzati per impostare il contenuto, il contenuto esistente viene perso. jQuery ha metodi che vengono utilizzati per aggiungere nuovi contenuti a un elemento selezionato senza eliminare il contenuto esistente:

append () inserisce il contenuto alla fine degli elementi selezionati.
prepend () inserisce il contenuto all’inizio degli elementi selezionati.
after () inserisce il contenuto dopo gli elementi selezionati.
before () inserisce il contenuto prima degli elementi selezionati.

Il metodo append () inserisce il contenuto alla fine dell’elemento HTML selezionato. Per esempio:

<code>
<p id=”demo”>Hi </p>
</code>

<code>
$(function() {
$(“#demo”).append(“David”);
});
//Outputs “Hi David”
</code>

Allo stesso modo, il metodo prepend () inserisce il contenuto ALL’INIZIO dell’elemento selezionato. Puoi anche utilizzare il markup HTML per il contenuto.

I metodi jQuery after () e before () inseriscono il contenuto AFTER e PRIMA dell’elemento HTML selezionato.
Per esempio:

<code>
<p id=”demo”>Hi</p>
</code>

<code>
$(function() {
$(“#demo”).before(“<i>Some Title</i>”);
$(“#demo”).after(“<b>Welcome</b>”);
});
</code>

I metodi append (), prepend (), before () e after () possono anche essere usati per aggiungere elementi appena creati. Il modo più semplice per creare un nuovo elemento HTML con jQuery è il seguente:

<code>
var txt = $(“<p></p>”).text(“Hi”);
</code>

Il codice sopra crea un nuovo elemento <p>, che contiene il testo Hi e lo assegna a una variabile chiamata txt. Ora, possiamo usare quella variabile come parametro dei metodi sopra menzionati per aggiungerla al nostro HTML, ad esempio:

<code>
<p id=”demo”>Hello</p>
</code>

<code>
$(function() {
var txt = $(“<p></p>”).text(“Hi”);
$(“#demo”).after(txt);
});
</code>

Questo inserirà l’elemento <p> appena creato dopo il paragrafo #demo. Puoi anche specificare più elementi come argomenti per i metodi before (), after (), append (), prepend () separandoli usando le virgole: $ (“# demo”). Append (var1, var2, var3). La sintassi di cui sopra per la creazione di elementi può essere utilizzata per creare qualsiasi nuovo elemento HTML, ad esempio $ (“<div> </ div>”) crea un nuovo div.

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L’ospite di Dracula, antologia di 4 racconti firmati Bram Stoker e curati da Riccardo Reim

Riccardo Reim classe 53 autore e regista è il curatore di questa antologia in formato economico dell ‘era mesozoica (COLLANA MILLE PAGINE A MILLE LIRE!) che raccoglie nell’ ospite di dracula quattro racconti suggestivi per l’indole romantica dell’ epoca e anche per la psicoanalisi dal momento che i protagonisti sono registratori viventi di sensazioni tumultuose che sfociano spesso nella paura per il soprannaturale. I racconti sono quattro: l’ospite di dracula, la squaw, il funerale dei topi e la casa del giudice. Nel primo racconto ritroviamo tutti i cliché della tematica del vampiro con cimiteri abbandonati in boschi inesplorati, lupi famelici dalle orbite rossastre e tempeste terribili che spalancano le tombe dei sepolcri mentre l’umano è solo di fronte a una natura che divora. Nella squaw un americano sbruffone che si reca in visita a Norimberga al famoso museo del famoso cimelio adibito a tortura qualche anno prima, uccide senza intenzionalità il figlio di un gatto e subisce una brutale ritorsione. Nel funerale dei topi un inglese impavido in attesa di un sofferto matrimonio si getta come turista in un anno sabbatico esplorando luoghi insoliti come la città dell’ immondizia a Parigi dove viene descritta una gigantesca caccia a ll’ uomo da cui tra profitto una schiera di affamati roditori che spolpano la carne dei cadaveri a velocità vertiginose. Mentre il topo rimane protagonista anche nell’ ultimo racconto in cui un impavido giovinastro sfida le insidie di un luogo che ha una fama sinistra e una eredità scomoda da sopportare. Bram Stoker non è stato un autore prolifico ma il suo DRACULA è una gemma scolpita negli eoni della letteratura che non potrà essere rimossa dall’ immaginario collettivo: https://it.wikipedia.org/wiki/Bram_Stoker ; ma torniamo all’ inizio, visto che il periodo abbracciato da Stoker va a grandi linee dalla seconda metà dell’ ottocento ai primi del novecento, un periodo ricco di fermenti intellettuali dovuti alle inesauribili scoperte geografiche e scientifiche. Non è un caso che Stoker era meticoloso quando scriveva e accompagnava le sue idee letterarie con un duro lavoro di preparazione, documentandosi e tenendosi aggiornato sulle mode e lo spirito dei tempi oltre che alle tradizioni e alla geografie di culture lontane e diverse. Non è nemmeno un caso che la prosa Sturm und Drang ossessiva e tormentata e tempestosa che sostituisce il periodo illuminista e che trova la sua esaltazione nel genere horror (ricordiamoci dei ritmi allucinogeni e macabri di Poe per esempio) la fa da padrona anche in questa antologia di racconti che riprendono i temi classicheggianti dell’ epoca, come le figurine dinamiche che si muovono in rappresentazioni di dipinti statici o il tema dell’ isolamento che porta alla pazzia. Stoker insiste e reinsiste, scrive con più intensità sempre la stessa cosa relativamente al tema macabro che sta sviscerando conficcando i suoi paletti sempre a maggiore profondità e cerca di portare gradualmente all’ infarto il lettore, si suppone che in tempi non sospetti senza selfie e play station l’intento poteva anche in qualche caso finire a compimento. Il tema dell’ ignobile malvagità che terrorizza e porta alla pazzia e spinge il lettori fino sull’ orlo di un crepaccio è palesemente chiaro, la prosa di Stoker si presta a uno studio attento del genere quando ancora era ai primordi. Adesso queste carambole di biliardo basate su temepeste feroci e camini ululanti portano alla noia ma per l’appunto c’è da presupporre che in quel periodo dove le attività principali erano il lavoro, la sopravvivenza e le pulsioni amorose, un tale impeto mirato e concentrato di proiettili emotivi trasferiti nella scrittura potessero fare seri danni su qualche anima fragile e instabile, Insomma una antologia piacevole , così si fa per dire, antologia particolarmente indicata per che risiede in luoghi isolati e oscuri.

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