Federer quando la fa facile e vince i tornei del Grande Slam con disinvoltura é simile a un carrello elettronico progettato con php, mysql e paypal?

Quante operazioni mentali compie Federer quando colpisce la palla? Sta giocando il tie-break decisivo del quinto set in un Grande Slam e ha un match point. L’avversario ha un servizio potente e imprevedibile, Federer aguzza lo sguardo da diventare un falco pronto a reagire alla minima sollecitazione. Quando la palla impatta verso il centro del campo Federer fa un balzo felino e calcola la traiettoria di arrivo: non solo, il corpo e i sensi si prepara non con l’esperienza e la migliore percezione di un superoe della Marvel a decidere in un istante la sorte della palla. Che cosa vuoi fare Federer limitarti solo a mandare la palla al di là della rete per deciderla al prossimo colpo? O vuoi tentare una magia che chiude il match? Federer scegli  in un millesimo di secondo la seconda opzione, sistema i piedi nel modo migliore, riesce a portare il colpo nel posto giusto al momento giusto trovando in velocità la postura corretta e il punto di rimbalzo della palla viene calcolato alla perfezione: il lungo linea che ne scaturisce è da urlo e passa l’avversario che aveva tentato di portarsi a rete per pareggiare l’incontro ma la palla finisce sull’ incrocio delle righe e Federer vince l’ennesimo torneo internazionale facendo sembrare tutto semplice, tempestivo e armonico quando in realtà la complessità che ha dovuto superare per arrivare all’ obiettivo non è roba su cui si può sorvolare. Immaginiamo adesso un utente che non trova un vino in commercio nel quotidiano e vuole acquistarlo on-line. Trova un e-commerce che gode di ottima reputazione in rete, si registra sul portale e seleziona i prodotti dal carrello elettronico. Ne prende diversi, poi ci ripensa, poi cambia le quantità e cancella alcuni ITEM e infine usando la carta di credito paga l’importo e deve solo attendere il corriere in settimana che gli consegnerà il tutto. Ci sono così tante differenze tra quello che ha fatto Federer in una frazione di secondo e quello che fa l’utente acquistando in rete completando un ordine velocemente con qualche click? Anche qui sembra tutto facile, ma quanta complessità ritroviamo tra le due situazioni? Nel primo caso abbiamo la percezione di un umano che fa un gesto atletico straordinario scegliendo in un istante tutta una serie di parametri che gli consentono di scoccare un colpo vincente (calcolo della traiettoria di arrivo, posizionamento del corpo dopo una corsa, imprimere forza sulla palla angolando in maniera perfetta la racchetta verso un punto che viene scelto con cura) mentre nel secondo caso abbiamo un utente che clicca sul pulsante abbinato al prodotto, passa una query pari all’ ID del prodotto, recupera le informazioni di prezzo dal database e aggiungo il prodotto alla variabile di sessione carrello/idprod con valore qta=1 e aggiorno la variabile di sessione tot_prezzo: infine mostro il contenuto del carrello. Ma non finisce qui perché poi recupero la variabile di sessione tot_prezzo. Aggiorno la variabile di sessione carrello/idprodotto con la nuova qta associata. Aggiorno la variabile di sessione tot_prezzo. Cancello la variabile di sessione tot_prezzo. Carico la pagina con il modulo d’ordine. Questo lungo parallelismo ci porta dove volevamo arrivare, le cose non sono mai facili come sembrano e anche quando sembra che sia tutto semplice andando a scavare nel backstage scopri che le dinamiche che fanno funzionare quel prodotto (che sia Federer o un oggetto come un carrello elettronico poco importa) sono sempre complesse anche quando ridotte all’ osso e con un click porti a casa l’ordine. Grazie all’ Ing. Copelli WEBSU https://su.video-corsi.com/ ottima piattaforma didattica abbiamo dato un occhiata a quello che significa in pratica questa complessità. Nel tutorial dove si simula la costruzione di un e-commerce usando tecnologie come php-mysql e paypal, abbiamo familiarizzato sulla cura e la meticolosità che servono per far nascere un progetto simile, qualsiasi cosa si voglia vendere. Tralasciando gli aspetti legali, burocratici e amministrativi che sono tanti e tutti da conoscere prima di rendere il proprio carrello elettronico un servizio pubblico, la fase di preparazione deve essere accurata e analizzata al dettaglio altrimenti si rischia di incappare nel blocco del programmatore, simile a quello dello scrittore, dove si sa come partire ma non si hanno le idee chiare su dove arrivare. Dovrò in sostanza pianificare una serie di azioni e mettere in piedi pagine, pulsanti e azioni che dovranno rispondere a esigenze ben precise. Dovrò inizializzare una variabile di sessione che al suo interno dovrà contenere alcune variabili come tot_prodotto e tot_prezzo e anche un array di dati composto da informazioni recuperate da un database di supporto come idprod1, id prod2 e le rispettive quantità. Dovrò preoccuparmi di tenere la variabile tot_prezzo aggiornata. Lo stesso ddevo fare per tot_prodotto. Dovrò prevedere una inclusione di pagine nel mio pragetto che in ogni fase mi mostrerà a video i dati aggiornati durante la mia navigazione, insomma una VISION è fondamentale prima di mettere in piedi un meccanismo vincente come il colpo deciso da Federer in una minuscola frazione di secondo. Stiamo parlando ovviamente di un tutorial didattico proposto da uno dei più validi formatori in circolazione sul territorio che dobbiamo considerare come ridotto all’ osso e vettoriale nella sua forma grezza, essenziale e minimalista alla Carver. Insomma figuriamoci a quante grane vado incontro se dovessi costruire un satellite che deve raggiungere Plutone! Memorizzando le variabili di sessione che sono una sorta di territorio protetto che conservano la flora e la fauna delle informazioni, in questo caso i nostri dati selezionati, svincolandoci dalle problematiche dei database che a noi servono solo per recuperare le informazioni unitarie, abbiamo così trovato la soluzione ai nostri problemi. Ma certamente la fase di preparazione non è ancora finita perché dovrò prevedere diverse funzioni in cui gli utenti risponderanno per fare delle cose. Gli utenti selezionano e aggiungono. Gli utenti in base alle loro scelte aggiornano il carrello. Gli utenti hanno dei ripensamenti e cancellano. Gli utenti infine decidono che ne hanno avuto abbastanza e comprano usando paypal e carta di credito. Fine della storia. Quindi per costruire il mio accrocchio avrà bisogno di particolari funzioni che svolgeranno compiti precisi:

una function add_prodotto()

una function update_prodotto()

una function del_prodotto()

una function show_carrello()

una function show_totale()

come ci suggeriscono i nomi delle funzioni add sta per aggiungere, update per aggiornare i dati dopo l’inserimento, del per cancellare a seconda dei ripensamenti dell’ utente e le due funzioni di mostra sono interattive come interfaccia grafica per l’utente che avrà sempre modo di modificare le sue selezioni. Non solo ma dovrò prevedere delle situazioni in cui le azioni sono guidate dalle scelte fatte dall’ utente: quinsi se l’utente fa x tu fai questo, se sceglie y, fai quest’ altro, se opta per x allora dirottalo su quella procedura a seconda dei casi update, delete o add. Ancora convinti che le cose semplici non siano anche complesse? Dovrò immaginare delle variabili di ingresso che entrano nelle pagine in base ai criteri sscelti dall’ utente e che queste variabili debbano essere cattuate e veicolate verso azioni specifiche in base a un meccanismo di trasmissione che avviene sulla url con il metodo get e di cattura. Vediamo ad esempio cosa troviamo in Home Page come contenuti:

-In alto per prima cosa ha le sue sessioni attivate, un pò di inclusioni e poi la funzione set_session() che dovrà abbracciare il valore delle nostre selezioni, accudire i dati selezionati e aggiornarli di volta in volta:

<?php
session_start();
include(‘include/libreria_carrello.php’);
include(‘include/db_inc.php’);
set_session();
?>

sempre in alto nella zona dedicata al carrello ci ritroviamo un <p class=”alignr”><?php show_totale(); ?></p> che tiene aggiornato il totale delle nostre spese. Sotto ci sarà una banale (si ha un pò di paura a usare questo termine dopo aver processato il braccio di Federer!) SELECT che fa ruotare i campi della tabella contenuta nel database mysql, collegato grazie all’ inclusione db_inc.php precedente, con la voce critica aggiungi al carrello. Questa voce è vitale perché:

<p class=”alignr”><a href=”mostra_carrello.php?action=add&idp=<?php echo $idp?>” >Aggiungi al carrello</a></p>

passerà a una pagina di nome mostra_carrello.php tramite il metodo get del punto di domanda una azione di richiamo funzione che prende l’id del prodotto selezionato e lo va a inserire nella nostra variabile di sessione che registra i nostri movimento per approdare infine al carrello. A questo punto è chiaro che abbiamo bisogno di una libreria di appoggio che conterrà delle funzioni ognuna delle quali impiegata per un compito specifico il file appunto incluso da include(‘include/libreria_carrello.php’); il nome da dare a queste funzioni dovrà essere esplicativo del lavoro che svolgerà lo snippet di codice, così su php show_totale(); non abbiamo nessun dubbio su dove vogliamo andare a parare. A questo punto senza vedere le altre pagine che fanno il lavoro sporco, ci siamo resi conto di avere raggiunto il nostro obiettivo che era quello di capire cosa c’è dentro la testa di Federer quando sferra un colpo vincente e porta a casa una partita e magari con essa anche un torneo di grande prestigio. In rete sulla storia di questo grande campione abbiamo molto materiale da sviscerare, vedere per esempio http://www.faccebook.eu/wp/2016/09/28/roger-federer-perche-e-il-piu-grande-di-roberto-dingiullo-recensione/ . Per questo turial di sperimentazione di Umbriaway Consulting é tutto. Per gli approfondimenti legati alla costruzione di un prototipo di carrello elettronico primordiale si consiglia l’iscrizione alla piattaforma del bravo Ing.Copelli https://su.video-corsi.com/

“Non ho mai battuto Federer, è troppo per me.
Ma magari quando lo affronterò nel Senior Tour …”
(David Ferrer, ex numero due del mondo, commentando l’inquietante conteggio negli scontri diretti con Federer: 0-16)

MIXINS SASS e sai cosa bevi!

web design umbria

All’ indirizzo https://www.farwebdesign.com/projectsass/mixins/ c’è un esempio di tecnica MIXINS caratteristica di SASS. Per spiegare che cosa sono e che fanno, pensiamo solo alle TECNICHE DI INCLUSIONE DI PHP CHE consente agli sviluppatori DI INTEGRARE nella pagina i famosi INCLUDE E REQUIRE che non fanno altro che raccogliere righe di codice esterne espresse sotto forma di file e inserirle nella pagina principale. Pensiamo solo a una Home Page che ha una testata e un footer che potrebbero diventare per semplicità di gestione semplicemente parti esterne facilmente gestibili che comunque si vedrebbero in primo piano senza limitazioni. In SASS questo meccanismo è integrato e legato però non a inclusioni esterne, ma interne, nel senso che io potrei benissimo disporre di un blocco base che di volta in volta potrebbe variare a seconda delle esigenze e in questo caso potremmo pensare di inserire dei parametri di ingresso che mi consentiranno di cambiare magari la dimensione del Font solo parzialmente come espresso da questo esempio.

in rete ci sono interessanti articoli sui MIXINS su come ottimizzare blocchi di codice riutilizzabili come per esempio https://engageinteractive.co.uk/blog/top-10-scss-mixins e tanti altri COME https://www.html.it/pag/49695/i-mixin/

La nostra pagina come struttura non differirà dagli esempi precedenti:

<head>
<meta charset=”UTF-8″ />
<link rel=”stylesheet” href=”css/main.css” />
<title>SASS Variables</title>
</head>
<body>
<nav class=”nav”>
<ul>
<li><a href=”#”>Home</a></li>
<li><a href=”#”>About Us</a></li>
<li><a href=”#”>Services</a></li>
<li><a href=”#”>Contact</a></li>
</ul>
</nav>

<section class=”banner”>
<h1>Page Heading</h1>
<p>Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit. Totam voluptatem consequuntur molestias nihil dolor delectus similique culpa fugiat, numquam magnam.</p>
</section>

<footer class=”footer”>
<h3>Footer Heading</h3>
<p>Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit. Totam, laudantium.</p>
</footer>
</body>

file main.scss presente nella cartella scss, in neretto sono presenti le parti su cui focalizzarci:

$color-primary: orange;
$color-secondary: gray;
$color-tertiary: royalblue;

$font-lg: 40px;
$font-md: 30px;
$font-sm: 20px;

.nav {
background-color: $color-primary;

ul li {
list-style: none;
}

a {
text-decoration: none;
font-size: $font-sm;
color: $color-secondary;

&:hover {
color: $color-tertiary;
}
}
}

@mixin headingStyles($fontSize: 50px) {
font-size: $fontSize;
color: $color-secondary;
text-align: center;
}

@mixin transition($param…) {
transition: $param;
}

.banner h1 {
@include headingStyles($font-lg);
}

.footer h3 {
@include headingStyles;
@include transition(color .5s, background-color 1s);

&:hover {
color: $color-tertiary;
background-color: $color-primary;
}
}

web designer umbriavediamo il file main.css presente nella cartella CSS generato in AUTOMATICO dal compilatore SASS attivabile con il famoso npm run watch che richiama un file batch specifico che abbiamo inserito nella root dell’ applicazione ossia nel file packages.json iizializzato a inizio progetto con il comando INIT da CLI (da come il tutto è descritto senza virgole, la dinamica ricorda proprio le macchine futuristiche di Leonardo :-)).

.nav {
background-color: orange; }
.nav ul li {
list-style: none; }
.nav a {
text-decoration: none;
font-size: 20px;
color: gray; }
.nav a:hover {
color: royalblue; }

.banner h1 {
font-size: 40px;
color: gray;
text-align: center; }

.footer h3 {
font-size: 50px;
color: gray;
text-align: center;
transition: color 0.5s, background-color 1s; }
.footer h3:hover {
color: royalblue;
background-color: orange; }

web designer umbriaImmaginare solo una tecnica di inclusione interna di blocchi di codici riutilizzabili, soggetti di volta in volta a seconda dei casi e delle circostanze a piccole variazioni in una pagina CSS è pura follia, per questo SASS é un strumento versatile e potente sempre inserito nella lista delle conoscenze che un web designer dovrebbe ostentare quando si propone alla Nasa con il suo CV per lanciare satelliti su Marte. La magia di questa tecnologia consiste nel fatto che quello che si vede usando i MIXINS in https://www.farwebdesign.com/projectsass/mixins/ non punta a qualcosa che esiste realmente, ma a qualcosa che non esiste se non in locale. Quando il compilatore genera dal nulla il file statico CSS siamo di fronte solo alla punta dell’ iceberg perché come abbiamo visto il grosso del lavoro prima della pubblicazione su server in rete avviene localmente su computer dell’ utente con la Common Line Interface che rimane in ascolto mentre progettiamo le nostre pagine dinamiche scss e che dovrà preoccuparsi di compilare ogni volta a runtime ogni nuova implementazione. Il tutto ricorda un pò Matrix, perché paradossalmente vediamo di fatto qualcosa che non c’è, o meglio che viene compilato in locale e non sul server del nostro service provider.

Creare progetti con VUE JS da riga di comando senza buttare il PC dalla scogliera

React, Angular, Vue sono strumenti indispensabili richiesti per il ruolo di programmatore front-end. Il modo migliore per rompere le difficoltà di apprendimento è buttarsi in acqua è provare a nuotare perchè la difficoltà senza un approccio pratico per costruire progetti come si dice in gergo “miagolerebbe nel buio”. Quando si crea una nuova app Vue, il modo migliore per iniziare e utilizzare rapidamente è utilizzare l’interfaccia della riga di comando di Vue. Piuttosto che iniziare tutto da zero come facevano i web designer vecchio stampo, da Common Line Interface avrai a disposizione una serie di strumenti che ti consentiranno di ottenere un AMBIENTE PREFIGURATO. In questo tutorial vediamo quindi come installare il tutto per partire con i nostri progetti con questa tecnologia che tra le varie in Javascript lato server ha la curva di apprendimento meno complicata rispetto all’ acquisizione di strumenti monolitici e maggiormente impegnativi nella comprensione come Angular. La Vue CLI è uno strumento completo per lo sviluppo e la prototipazione rapida di Vue.js, procediamo nella pratica. Per procedere abbiamo bisogno di avere installato sulla nostra macchina la somma divinità NODE: https://nodejs.org/en/ in quanto offre la gestione dei pacchetti da installare con il noto node packager manager, NPM. Da finestra window richiamabile tramite il comando CMD da esegui creiamo prima una cartella sul desktop con nome arbitrario del tipo progettovue poi ci si posiziona all’ interno della directory con il famoso comando dos CD (change directory) e infine digitiamo:

npm install -g @vue/cli

A questo punto per controllare quale versione di vue/cli ho installato digito il comando:

vue–version

e ottengo la seguente risposta:

“vue–version” non è riconosciuto come comando interno o esterno, un programma eseguibile o un file batch. Questo perchè semplicemente ho sbagliato a digitare perché i comandi richiedono una sintassi molto precisa, quindi dopo aver corretto in vue –version aggiungendo lo spazio, avrò ottenuto a video:

@vue/cli 4.3.1

A questo punto curiosi non possiamo che correre avedere il contenuto della nostra cartella sul desktop creata precedentemente e ci accorgiamo che è vuota, come può essere possibile? La nostra cartella progettovue creata prima è vuota ladies e gentleman! Ma certo, quando abbiamo impartito il comando npm install -g @vue/cli non abbiamo preconfigurato all’ istante il software necessario per VUARE (neologismo?) ma ci siamo solo messi nella condizione di avere gli strumenti utili necessari per procedere poi con l’avvio di un progetto, quindi come faccio a creare un progetto? Digitiamo quindi quando siamo posizionati in desktop il comando, dove il comando example-vue-project è il nostro nome arbitrario che possiamo modificare a piacimento:

vue create example-vue-project

dopo parecchio avremo a disposizione il famoso coltellino svizzero all’ interno della cartella che adesso è diventata magicamente piena di strutture, directory, relazioni, figle di configurazione etc etc. Durante l’installazione abbiamo due opzioni, lasciando il predefinito di default installeremo due plug-in molto importanti: Babel per la traduzione di JavaScript moderno ed ESLint per garantire la qualità del codice. Se invece vogliamo personalizzare l’installazione ricordiamoci che vue/cli ci mette a disposizione numerosi altri plug-in come:

TypeScript
Progressive Web App support
Vue Router
Vuex(Vue’s official state management library)
CSS Pre-processors (PostCSS,CSS modules,Sass,Less&Stylus)
Linter/ Formatter usingESLintandPrettier
Unit Testing usingMochaorJest
E2E Testing usingCypressorNightwatch

A questo punto verrebbe da chiederci che cosa abbiamo fatto fino a questo punto. Ebbene qualcosa di pratico è stato ottenuto. Posizioniamoci all’ interno della directory con il comando cd example-vue-project dopodichè digitiamo questo potentissimo elisir:

npm run serve

 

alla fine di questa operazione la finestra a riga dic omando sputerà fuori un link, che è quello localhost con una porta attaccata da cui faremo un copia e incolla su un browser qualsiasi. Dopo aver digitato invio il nostro navigatore preferito visualizzerà il primo passo per un uomo, ma grande per l’umanità. Ovviamente non è proprio così ma rende bene l’idea. Siamo riusciti a completare il primo step per imparare VUe, nel senso che abbiamo tutta l’impalcatura pronta per mettere in piedi la cupola del Brunelleschi. Adesso il vero problemaè un altro come si costruisce la cupola del Brunelleschi in Vue? Ipotizziamo infine che siamo riusciti a costruire la cupola. La cartella contiene quasi cento mega di materiale come posso solo pensare di trasferire tutte queste dipendenze su Aruba o qualsiasi altro fornitore di spazio web con un simile flusso di dipendenze? Niente paura c’è un comando che mette in piedi solo l’essenziale per la pubblicazione e cioè:

npm run build

Questo genererà tutto in una cartella DIST all’interno del tuo progetto. Alla fine dell’ esecuzione la CLI è così gentile da dirci anche che ulteriori ragguagli sono fruibili all’ indirizzo: https://cli.vuejs.org/guide/deployment.html. All’ interno della DIST avrò tutto, ovviamente lanciando la pagina html vedrò il nulla se il progetto è vuoto ma nella DIST c’è quello che serve da pubblicare! Proviamo a questo punto a dare il seguente comando:

vue inspect

quello che verrà generato a video è la mappa delle reference usate da vue nel suo progetto che non è proprio uguale al contenuto del file package,json presente nella root della cartella, che noi sappiamo essere il pannello di controllo centrale dell’ intera applicazione in quanto consente di gestire come un motore l’intera struttura di dipendenze. Il servizio CLI Vue è una dipendenza runtime (@ vue / cli-service) che estrae il webpack e fornisce configurazioni predefinite. Può essere aggiornato, configurato ed esteso con plugin. Fornisce script multipli per lavorare con progetti Vue, come gli script serve, costruisci e ispeziona. Abbiamo già visto il servizio e creato script in azione. Lo script inspect consente di ispezionare la configurazione del webpack in un progetto con vue-cli-service. Come puoi vedere, questo produce molto output. Più avanti vedremo come modificare la configurazione del webpack in un progetto CLI Vue. Un progetto Vue generato con l’interfaccia della riga di comando ha una struttura predefinita che aderisce alle migliori pratiche. Se si sceglie di installare plugin aggiuntivi (come il router Vue), la CLI creerà anche i file necessari per utilizzare e configurare queste librerie. Diamo un’occhiata ai file e alle cartelle importanti in un progetto Vue quando si utilizza il predefinito:

public . This folder contains public files like index.html and favicon.ico . Any static assets placed here will simply be copied and not go through webpack.
src . This folder contains the source files for your project. Most work will be done here.
src/assets . This folder contains the project’s assets such as logo.png .
src/components . This folder contains the Vue components.
src/App.vue . This is the main Vue component of the project.
src/main.js . This is the main project file which bootstraps the Vue application.
babel.config.js . This is a configuration file for Babel.
package.json . This file contains a list of the project’s dependencies, as well as the configuration options for ESLint, PostCSS and supported browsers.
node_modules . This folder contains the installed npm packages.

Vue CLI v3 è progettato pensando all’architettura del plugin. In questa sezione, esamineremo quali sono i plug-in e come installarli nei tuoi progetti. Vedremo anche alcuni plugin popolari che possono aiutare ad aggiungere funzionalità avanzate installando automaticamente le librerie richieste e configurando varie impostazioni, che altrimenti dovrebbero essere eseguite manualmente. Plugin CLI sono solo pacchetti npm che forniscono funzionalità aggiuntive al tuo progetto Vue. Il binario vue-cli-service risolve automaticamente e carica tutti i plugin elencati nel file package.json. La configurazione di base per un progetto Vue CLI 3 è webpack e Babel. Tutte le altre funzionalità possono essere aggiunte tramite plugin. Esistono plugin ufficiali forniti dal team Vue e plugin della comunità sviluppati dalla comunità. I nomi dei plug-in ufficiali iniziano con @ vue / cli-plugin- e i nomi dei plug-in della comunità iniziano con vue-cli-plugin-.

I plugin ufficiali di Vue CLI 3 includono:

Typescript
PWA
Vuex
Vue Router
ESLint
Unit testing etc.

I plugin vengono installati automaticamente durante la creazione del progetto o esplicitamente installati successivamente dallo sviluppatore. È possibile installare molti plug-in integrati in un progetto durante l’inizializzazione del progetto e installare qualsiasi altro plug-in aggiuntivo nel progetto utilizzando il comando vue add my-plugin in qualsiasi punto del progetto. Puoi anche installare plugin con preset e raggruppare i tuoi plugin preferiti come preset riutilizzabili che puoi utilizzare in seguito come base per altri progetti.Esistono molti plug-in VI CLI che potresti trovare utili per i tuoi prossimi progetti:

vue-cli-plugin-nuxt: un plugin CLI Vue per creare rapidamente un’applicazione Vue universale con Nuxt.js

vue-cli-plugin-bootstrap: un plug-in VI CLI per l’aggiunta di Bootstrap 4 al progetto

il webpack viene estratto dall’interfaccia della riga di comando di Vue e dalle diverse API fornite per accedere e modificare la configurazione del webpack. La maggior parte della configurazione del progetto per Vue CLI viene astratta in plug-in e viene unita alla configurazione di base in fase di esecuzione. Ma in alcune situazioni potresti voler modificare manualmente la configurazione del webpack per il tuo progetto. In tal caso, puoi creare un file vue.config.js nella radice del progetto e quindi effettuare qualsiasi configurazione all’interno di un’opzione configureWebpack:

module.exports = {
configureWebpack: {
// custom config here
}
}

Ma se volessi usare una interfaccia grafica ho qualcosa per soddisfare le mie esigenze? Digitare il comando:

vue ui

alla fine della fiera la finestra dos mostrerà il link dove il tutto è disponibile di norma all’ indirizzo http://localhost:8000/project/select . Tutta la parte di sviluppo grafico sarà trattata in uno dei futuri articoli di Vue presenti sui portali Umbriaway Consulting, al momento per iniziare c’è tanta birra sul fuoco (ma era così?).

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