L’ospite di Dracula, antologia di 4 racconti firmati Bram Stoker e curati da Riccardo Reim

Riccardo Reim classe 53 autore e regista è il curatore di questa antologia in formato economico dell ‘era mesozoica (COLLANA MILLE PAGINE A MILLE LIRE!) che raccoglie nell’ ospite di dracula quattro racconti suggestivi per l’indole romantica dell’ epoca e anche per la psicoanalisi dal momento che i protagonisti sono registratori viventi di sensazioni tumultuose che sfociano spesso nella paura per il soprannaturale. I racconti sono quattro: l’ospite di dracula, la squaw, il funerale dei topi e la casa del giudice. Nel primo racconto ritroviamo tutti i cliché della tematica del vampiro con cimiteri abbandonati in boschi inesplorati, lupi famelici dalle orbite rossastre e tempeste terribili che spalancano le tombe dei sepolcri mentre l’umano è solo di fronte a una natura che divora. Nella squaw un americano sbruffone che si reca in visita a Norimberga al famoso museo del famoso cimelio adibito a tortura qualche anno prima, uccide senza intenzionalità il figlio di un gatto e subisce una brutale ritorsione. Nel funerale dei topi un inglese impavido in attesa di un sofferto matrimonio si getta come turista in un anno sabbatico esplorando luoghi insoliti come la città dell’ immondizia a Parigi dove viene descritta una gigantesca caccia a ll’ uomo da cui tra profitto una schiera di affamati roditori che spolpano la carne dei cadaveri a velocità vertiginose. Mentre il topo rimane protagonista anche nell’ ultimo racconto in cui un impavido giovinastro sfida le insidie di un luogo che ha una fama sinistra e una eredità scomoda da sopportare. Bram Stoker non è stato un autore prolifico ma il suo DRACULA è una gemma scolpita negli eoni della letteratura che non potrà essere rimossa dall’ immaginario collettivo: https://it.wikipedia.org/wiki/Bram_Stoker ; ma torniamo all’ inizio, visto che il periodo abbracciato da Stoker va a grandi linee dalla seconda metà dell’ ottocento ai primi del novecento, un periodo ricco di fermenti intellettuali dovuti alle inesauribili scoperte geografiche e scientifiche. Non è un caso che Stoker era meticoloso quando scriveva e accompagnava le sue idee letterarie con un duro lavoro di preparazione, documentandosi e tenendosi aggiornato sulle mode e lo spirito dei tempi oltre che alle tradizioni e alla geografie di culture lontane e diverse. Non è nemmeno un caso che la prosa Sturm und Drang ossessiva e tormentata e tempestosa che sostituisce il periodo illuminista e che trova la sua esaltazione nel genere horror (ricordiamoci dei ritmi allucinogeni e macabri di Poe per esempio) la fa da padrona anche in questa antologia di racconti che riprendono i temi classicheggianti dell’ epoca, come le figurine dinamiche che si muovono in rappresentazioni di dipinti statici o il tema dell’ isolamento che porta alla pazzia. Stoker insiste e reinsiste, scrive con più intensità sempre la stessa cosa relativamente al tema macabro che sta sviscerando conficcando i suoi paletti sempre a maggiore profondità e cerca di portare gradualmente all’ infarto il lettore, si suppone che in tempi non sospetti senza selfie e play station l’intento poteva anche in qualche caso finire a compimento. Il tema dell’ ignobile malvagità che terrorizza e porta alla pazzia e spinge il lettori fino sull’ orlo di un crepaccio è palesemente chiaro, la prosa di Stoker si presta a uno studio attento del genere quando ancora era ai primordi. Adesso queste carambole di biliardo basate su temepeste feroci e camini ululanti portano alla noia ma per l’appunto c’è da presupporre che in quel periodo dove le attività principali erano il lavoro, la sopravvivenza e le pulsioni amorose, un tale impeto mirato e concentrato di proiettili emotivi trasferiti nella scrittura potessero fare seri danni su qualche anima fragile e instabile, Insomma una antologia piacevole , così si fa per dire, antologia particolarmente indicata per che risiede in luoghi isolati e oscuri.

Annunci

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑