Quanto costa diventare GM figo? Devi fare le lampade? Scoprilo con web design PG, PHP e MySql

Quanto costa diventare Grande Maestro? Che investimenti occorrono per giocarsela pari con Scarlsen o vincere il torneo di Testedimezzo a metà strada tra la provincia di Terni o di Perugia. Ebbene il neo eletto GM Fiasco vincendo questo torneo non si capisce bene se ha dato lustro di più alla provincia di Perugia o quella di Terni ma rimane un fatto inconfutabile: diventare SuperGM a livello locale e non costa mica due bruscolini. Noi di web design Perugia siamo andati a curiosare nel dopopremiazione per chiedere al GM Fiasco quanti soldi ha speso per diventare GM. Ovviamente siamo molto interessati alla fase di sviluppo con mysql e PHP per cui l’intervista era solo un pretesto per estrapolare i dati. Prima di pubblicare su Facebook i risultati dell’ inchiesta abbiamo avuto l’accortezza di prenotare un volo di trasferimento di residenza verso la Patagonia sicuri che il GM non potrà mai raggiungerci, ma andiamo con ordine. Il comparto formazione di umbriaway consulting si é reso conto che uno dei problemi più affrontati da Giacobbo in Vojager é quello della manipolazione dei dati con php e mysql. Ebbene siamo giunti alla conclusione che la questione più delicata é quella della somma dei campi. Molti di voi storceranno il naso per dire: ma sei Paloma o che? Guarda che l’engine storage mette a disposizione la funzione somma. Ok ma non sono mica nato imparato no? Come funziona questa cosa? Ebbene nella prima fase abbiamo quindi intervistato il GM Fiasco con l’idea di capire quanti euro servono in tempi di bce e di globalizzazione per cavalcare l’onda delle divinità che vedono matto in 27 tutto forzato. Una volta capito che il GM ha raggruppato le sue spese in quattro diramazioni principali: spese di rappresentanza con la voce di campo km25, necessarie per tenere sempre in tiro la tensione agonistica, poi intgrazioni alimentari vegane per potenziamento sui finali (campo vega), elettronica di consumo per dispositivi da nascondere accuratamente in posti dove non batte mai il sole (campo cheating) e area di persuasione occulta (campo bustarelle) per vincere velocemente contro forti GM in 20 e conseguire così la terza norma. Ora come potremmo gestire tutte queste spese? Inserire tutti questi campi singolarmente in una tabella come interi non é macchinoso? Ho delle scorciatoie? Una buona idea potrebbe essere quella di inserire nella nostra tabella un campo Type impostandolo a varchar 255 ad esempio perché parliamo di descrizioni e non di numeri che si possono sommare, web designer Perugia riflette anche sul fatto che ci va un ID il solito primary key in autoincremento e anche un campo descrizione, ovviamente quindi il campo price alla fine é quello più importante in quanto ospita gli interi da sommare. Ok ma poi come fai a differenziare le voci del campo Type? Fortunatamente web design Perugia vi viene in soccorso segnalando la clausola GROUP by in mysql. Ma trodotte in pratica queste farneticazioni come si concretizzano? Intanto per fare un albero ci vuole un fiore nel senso che non si diventa programmatori al top nel proprio condominio con le mani bianche e pulite, bisogna sporcarsele ste mani e toccare con mano quello che gli script fanno anche perché solo in questo modo si risolvono i problemi, con la magia del fare. Quindi prima fase creare una tabella con un campo ID, seguito da descrizione, da tipo o type e infine la colonna più importante price che sarà un intero quindi. Famolo e poi creiamo uno script di connessione e di selezione del DB per estrapolare con una particolare SELECT quello che ci interessa. Per andare più veloci come web design Perugia abbiamo tralasciato di inserire i riferimenti della data per le spese effettuate, solo per testare se effettivamente questa funzione SUM é potente: http://www.farwebdesign.com/example/test_connect/paygm/

Annunci

PHP Overview

Che tipo di difficoltà pratiche si possono avere durante l’apprendimento di PHP chiede alla redazione di umbriaway consulting un lontano lettore di Aci Trezza. Bè il modus operandi quando si impara un linguaggio é sempre lo stesso, si imparano prima i costrutti fondamentali del linguaggio (tipi di dati, cicli, lavorazione con funzione specifica su stringhe etc) familiarizzando con la sintassi e con tanti picdcoli mattoncini per poi vedere globalmente come avviene magari attraverso script più complessi come avviene l’interazione tra pagine web e database. PHP però é estremamente flessibile e non si limita solo alla parte web può anche essere usato per procedurare script lato shell per esempio e per automatizzare operazioni lato sistemista. Certamente la priorità rimane la generazione dinamica di pagine web dove l’utente può elasticamente usufruire di una navigazione personalizzata dove con JavaScript incluso nell’ HTML avrò una generazione (rendering) di pagine lato client all’ interno del browser e con PHP intervengo lato server aumentando i criteri di sicurezza. I linguaggi lato client danno la possibilita di gestire gli eventi sulla pagina in tempo reale (effetto rollower per esempio) mentre PHP includendo script che possono partire prima della elaborazione della pagina statica permette collegamenti a DB e quindi può andare a recuperare dati sensibili, ne consegue che ci sono meno effetti grafici altisonanti immediati durante l’interazione dell’ utente con la pagina, in quanto il codice viene eseguito dietro le quinte. Ovviamente PHP lavora anche con IIS e i sistemi Microsoft e con ORACLE ma in quest’ ultimo caso la gestione e l’interazione degli script é più raffinata e complessa. Sostanzialmente PHP lavora bene con MySQL, ne consegue che i tre elementi da installare prima di cimentarsi come programmatori con questo linguaggio sono:

occorre installare un server Web Apache
occorre installare un database MySQL
occorre installare il parser PHP, il motore che interpreterà i nostri script

Per installare Apache si va su http://httpd.apache.org/download.cgi e si recupera l’installer dando un occhiata alle caratteristiche delle varie versioni (ognuna ha dei vantaggi e svantaggi). Ovviamente ci sarà una procedura diversa di installazione a seconda che si parli dei sistemi Windows o Linux (formati tar.gz). Poi si va su http://www.mysql.com e si scarica il database e infine si va su http://www.php.net per scaricare la versione 7 del motore. In rete ci sono numerose procedure guidate che fanno riferimento ai problemi di come installare e configurare i vari ambienti relativamente ai vari sistemi operativi per cui tralasciamo questa parte (visto che le librerie oggi sono sempre più stabilizzate e che gli interi pacchetti completi possono facilmente essere installati anche con procedure globali come XAMPP per esempio). Nel file di configurazione php.ini ad esempio anticamente si prestava particolare attenzione alle direttive da configurare come la famosa voce error_reporting = E_ALL per esempio che serve a gestire gli errori nell’ ambito della sicurezza. Dal punto di vista degli editor da utilizzare per la creazione del codice oggi in rete si può trovare di tutto con strumenti di debug sempre più affidabili e funzionali, perché il nodo da sciolgliere per il neofita é proprio questo, riuscire ad essere guidati il più possibile quando si parte per costruire infrastrutture sempre più complesse con i famosi mattoncini. Assolta questa funzione non ci resta che partire con la questione delle variabili e con un articolo già presente in rete: https://umbriawayfocus.wordpress.com/2017/07/04/il-potere-di-solito-accompagna-le-donne-perfettamente-centralizzate-se-no-il-sole-che-ci-sta-a-fare-al-centro-dell-universo-eh-partita-faraoni-trumpf-cis-2009-dove-tolomeo-fu-schiaffeggiato-da-c/ dove il famosissimo script phpinfo(); rimane una delle prime funzioni che il neofita si mette a studiare all’ inizio della sua carriera di programmatore.L’articolo definisce bene questo tipo di funzione per cui possiamo sorvolare e sottolineare solo come la coppia <?php ?> di tag delimiti l’area di parserizzazione del codice. La dicitura <script language=php> e <script> presenta lo svantaggio di andare a fare confusione con il tag di chiusura con JavaScript. Il file php.ini abilita anche contrassegni diversi come il vecchio asp del tipo <% e %> che però genera enormi confusioni se PHP interagisce con IIS quando ASP non viene disabilitato. Inoltre nello script presente nell’ articolo si sono visti anche le tipologie di commento da singola riga a multiriga, segnalando anche il famoso # per le righe singole:

<? //questa é la prima riga scritta in php
/* la funzione che segue visualizza informazioni
variegate circa la configurazione del sistema */
phpinfo();
// la prossima riga é l’ultima di php
?>

da notare come il punto e virgola delimiti la fine struzione a quel punto la funzione predefinita verrà eseguita per andare a recuperare tutte le informazioni di sistema da sparare poi lato statico al browser. PHP non é Java e non é rigoroso come altri linguaggi per cui sopra anche togliendo il ; lo script funziona lo stesso!

Blog su WordPress.com.

Su ↑