SEO: ma è vero o non è vero che?!

web developer umbriaAlla redazione di web design Umbria pervengono costantemente delucidazioni sulle problematiche seo legate al posizionamento. Ma è vero che un buon titolo non deve superare i dodici caratteri? Vero! Ma è vero che un buon titolo deve essere persistente, congruente, prominente? Vero! Ma è vero che un buon titolo deve contenere le keyword inserite poi anche nel testo del documento? Vero! Ma è vero che il titolo deve essere sempre diverso per tutte le pagine del proprio sito? Vero, risponde web developer Umbria, che si ferma un attimo per riprendere fiato. Con il titolo io comunico il tema della pagine ai miei potenziali clienti quindi è chiaro che il tema scotta e anche non poco! Ci sono strumenti in rete che possono aiutare in queste questioni, tra cui il famoso: https://search.google.com/ . Ma ora non distraete Digital Strategist Umbria dal continuare il suo gioco del true o false: ma è vero che se ho un sito web che intende vendere mobili e al posto di scrivere nella pagina web di un prodotto specifico qualcosa di congruente tipo “poltrona reclinabile rivestita” ma inserisco terremoto in Italia Centrale sto facendo una cazzata? Certamente! Ma è vero che se inserisco frasi di benvenuto come welcome al posto delle keyword calde faccio una cazzata? Aridaje, ma certamente, gli spider tendono a ignorare le stop word costituite da articoli, preposizioni, congiunzioni se non fanno parte di una chiave mirata. Attenzione allo spam però, perchè una ripetizione ossessiva rischierebbe di penalizzarci. Attenzione anche a lasciare vuoto il tag TITLE. Attenzioni anche a non entrare in conflitto con parole chiave abusate sul web, denominate “poison word”, evitare quindi l’uso nei titoli di parole come link, directory, forum etc. Quando Google estrapola i titoli, non sempre viene mostrato quello del tag corrispondente, ma la query di ricerca congiuntamente ai contenuti delle ancore, all’ analisi dei titoli del feed rss, ai contenuti delle directory come dmoz, all’ url della risorsa porta poi all’ elaborazione in uscita di un titolo ottimizzato. Non sorprendiamoci quindi se la nostra pagina web a volte ha un titolo che differisce da quello riportato da Google. E a questo punto con social media marketing Umbria torniamo a occuparci del vero o non è vero. Ma è vero che il tag description è importante perchè la sua definizione verrà estrapolata come sintesi per quel sito? Vero! Ma è vero che la description va curata ai minimi termini e resa essenziale in modo da circoscrivere e localizzare il fenomeno? Ma è vero che non deve superare le 12-15 parole ossia 140 e 160 caratteri?! Vero. Ma è vero che la description equivale a forgiare una sorta di claim per rendere attraente i contenuti della pagina e attirare il lead alla sua visita?! Vero! Ma è vero che le description influenzano gli snippet poi in uscita elaborati da Google per la presentazione del nostro prodotto/servizio nelle SERP? Vero! Ma è vero che l’unicità delle description va tutelata per ogni singola pagina? Vero. Ma è vero che il contenuto deve essere coerente con il tema del sito? Vero, sentenzia Faraoni Enrico, ceo di Umbriaway Consulting, che aggiunge, deve anche usare frasi articolate chiare e poco surreali e non deve essere volatile nel senso di generico, perchè la description convoglia l’utente verso qualcosa che sta cercando e quindi deve attirare con contenuti pertinenti il visitatore. Ma del meta tag keyword ne vogliamo parlare? Al contrario degli anni novanta oggi è irrilevante, tutto al più dobbiamo usarlo come un rafforzamento posizionale dell’ informazione o qualcosa che cattura una esigenza inespressa sui motori di ricerca non ancora frequente. Oggi quello che noi sappiamo sulla seo è che parliamo di una congruenza di molteplici fattori e non più di particelle isolate rilevanti, poi anche più di 40 keyword vengono considerate spam dai crawler (virgola spazio come criterio di separazione). Oggi il meta tag keywords è relegato al compito marginale di mafioso che suggerisce e rafforza a completamento di una comunicazione generale che va ben oltre il singolo tag. Ciò non toglie che una pertinenza e coerenza di contenuti va rispettata, perché se vogliamo disegnare un tondo non ci mettiamo a inserire nel nostro mosaico generali degli angoli. E sul meta tag language? Serve per sfruttare gli strumenti di traduzione automatica e nella proprietà content o nella class di un div posso scrivere “notraslate” per impedire la traduzione. E’ bene ricordare che i documenti vanno specificati a un server web, per questo un documento html ha la clausola iniziale doctype. Con il meta tag robots posso dire al crawler se indicizzare la pagina o meno e ci sono alcune proprietà come index, noindex, follow e nofollow che fanno al caso nostro per migliorare la qualità dei nostri contenuti. I follow e nofollow vengono usati sui link quando io voglio validare o meno l’autorevolezza di un link esterno che deve essere pertinente e di valore aggiunto ai nostri contenuti. Le modalità per impedire di visualizzare i contenuti sono molteplici, posso proteggere le password con le cartelle, usare il noindex al meta tag robots come detto o agire sul file htaccess nella root del sito. Se non inserisco nessun meta tag robots gli spider partiranno in quarta a indicizzare tutti i contenuti. All’ interno dei meta tag posso anche personalizzare quello che uno spider deve fare o non deve fare con una sintassi del tipo “nome dello spider” legata a “una azione da compiere”. E sul file robots.txt quali istruzioni posso impartire? Vitali sono le proprietà User Agent che fa riferimento a quale robot il comando si applica e Disallow che serve a indicare quale è il contenuto da bloccare. Ad esempio per bloccare l’accesso a tutti gli spider al file dio.html scriverò Disallow: /mio.html, per non leggere i pdf: Disallow: /*.pdf$ etc. In rete si possono trovare numerose informazioni correlate a come impostare il file robots.txt in base alle proprie esigenze. I meta tag sono anche utili per settare i contenuti dell’ autore che acquisteranno sempre più importanza e il set di caratteri unicode, il più performante per visualizzare lingue straniere come l’arabo per esempio risulta essere utf-8. I contenuti di una pagina vanno organizzati con delle intestazioni che risultano essere molto importanti in ottica seo. Un tah h1 seguito da un sottotitolo h2 rende performante le nostre keywords. L’uso di questi tag deve essere decrescente per indicare agli spider una progressione di rilevanza. I ragni del web scansionano dall’ alto in basso e da sinistra verso destra quindi macinano subito quello che trovano in cima nella pagina. Posso anche stilizzare i tag di intestazione con regole css dove stabilisco font e size. Parlando invece dei link ricordiamoci anche di ottimizzare l’attributo TITLE all’interno delle ancore, sappiamo che una performances seo si ottiene curando i dettagli rispetto ai competitors quindi se parlando di vendita di autoveicoli nel title che tutti omettono scrivo = vendita autoveicoli Terni avrò senza dubbio dei vantaggi rispetto a chi non lo fa. In questo caso aiuta i nostri utenti, dando una caratterizzazione definita, gli utenti ritornano da noi se sono soddisfatti del servizio offerto, è una semplice questione di accessibilità. Poi i link vanno curati con l’attributo nofollow nel caso in cui ad esempio alcuni commentando i nostri post inseriscono anche eventuali url pubblicitarie. Inserendo nofollow diciamo agli spider di non prendere in considerazione tali contenuti proposti. Nofollow significa che non vogliamo passare la nostra reputazione ai link target. Un altro attributo importante oltre al Rel=”nofollow” e il Rel = “canonical” , che specifica delle regole relativamente ai contenuti duplicati tipo ecommerce con prodotti quasi uguali che differiscono ad esempio per colore ma che hanno pagine uguali. Con questo attributo posso specificare delle regole di visibilità. Si parla di canonizzazione degli URL che è un fattore correlato ai fattori di successo del page rank. E’ stata introdotta anche la proprietà “alternate” all’ interno dei link per risolvere i problemi di duplicazione sulle lingue e per differenziare i template di riferimento. Inoltre la rilevanza portata dai tag come strong, corsivo e sottolineato va rispettata perché gli spider macinano contenuti che vengono messi in evidenza ad esempio dal grassetto e il nuovo tag <strong> che sostituisce il deprecato <b>. Secondo alcuni esperti di posizionamento l’influenza nell’ uso di questi tag sarebbe molto bassa, ciò non toglie che noi come seo specialist umbria dobbiamo applicare le tecniche migliori per cercare dei vantaggi competitivi rispetto ai concorrenti. Su SEOmoz l’incidenza sulla seo di questi tag è pari alla sedicesima posizione e tyra strong, italic e underline non vi sarebbe nessuna priorità. Tuttavia esistono anche semplici regole non scritte di accessibilità, più un testo è digeribile e gradevole per l’utente, maggiore è la possibilità che ritorni sulla nostra pagina. Poi ogni motore ha le sue regole, ad esempio per BING sembra essere importante la keyword all’ interno del tag BOLD <b>. Sempre in ottica di accessibilità è bene ricordarsi che l’attributo ALT delle immagini, il famoso testo alternativo se l’utente per qualche motivo non vede l’immagine, va stilato correttamente, meglio ancora se inserisco una keyword. Anche i tooltip sono molto utili per guidare l’utente verso la migliore esperienza conoscitiva del nostro sito e dei nostri contenuti. In uno dei prossimi articoli con web design Umbria, parleremo del web semantico, approfondendo la questione delle nuove sezioni introdotte da HTML5.

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Faraoni Enrico e le mosse orizzontali di torre: ovvero quando le strategie digitali di web developer Umbria vanno viste in un momento corale.

web developer umbriaQuando si impara qualcosa dalla scuola ti viene inculcato che uno più uno é scientificamente dimostrato che faccia due come risultato, eppure se qualcuno non vedesse la realtà al contrario, sperimentando soluzioni anomale rispetto alla razionalità, il mondo morirebbe arruginito da solo, ben vengano quelli che non ancora compulsivi non riescono ad accettare l’idea che il dentifricio debba essere posizionato a 45 gradi della mensola del bagno e guai a spostarlo! Vabbè tutto sto preambolo da parte di web developer Umbria per dire tramite il suo CEO Faraoni Enrico che le torri si muovono anche in senso orizzontale? Ma che stiamo a pensare? Il mondo va avanti, mica trasla lateralmente, la torre che ha una potenza di fuoco che lascia presupporre in ottica psicanalistica che debba SEMPRE sparare in avanti ecco che in taluni casi fa scoppiare il mondo su linee orizzontali, per questo gli scacchi sono una disciplina stupenda per creativi e matematici, per elefanti e per moscerini. Geller nel 1981 a Mosca raccontano le cronache dell’ invisibilità da parte di Umbriaway Consulting alias Faraoni Enrico presente con un viaggio a ritroso nel tempo in modalità display:none può testimoniare che il nero dopo l’abbandono non si recò a raccogliere fiorellini in un campo verde e soleggiato per assaporare la bellezza della natura, probabilmente ci scappò anche qualche pseudo imprecazione in cirillico ma da giornalisti attenti al pedigree dobbiamo evitare di scrivere inesattezze soprattutto se le cimici di Putin e della rete sono in ascolto: la partita é visionabile all’ indirizzo http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1050065 dove alla mossa 31 suonano le trombe o arriva una tromba marina senza giocare troppo sulle nefandezze messe in pratica dalla stampa da parte dei giornali con l’ansia di vendere. Ok é un pò come vedere con web developer Umbria Spagna – Italia e stare lì a chiedersi perché ne abbiamo messi solo due a centrocampo, bé anche volendo intensificare la pressione sulla zona centrale il nero giocava in questa partita contro un mostro, un Karpov paragonabile a Isco che recentemente da solo ha devastato la difesa dell’ Italia. E quindi chiede ansioso web developer Umbria? Cerchiamo di trarre tesoro dall’ azione orizzontale delle torri e di includere nei nostri progetti di digital strategist le stesse funzionalità per i nostri clienti. La qualità é legata alla rilevanza quando si parla di contenuti e le storie sono il fulcro di tutto ciò che muove l’universo a condizione che non siano piene di fuffa e torbide come l’acqua del tevere. In uno dei prossimi articoli con web developer Umbria affronteremo la cimiciosa (acconsente l’accademia della cruisca?) questione di come curare e gestire le comunità dei brand clientelari. I profili vanno appunto gestiti con oculatezza per i brand assegnati mettendo in evidenza tutto ciò che ha un suo contenuto.Strutturare poi le comunità é sempre un compito gravoso che va scansionato e monitorato. Sulla reputation brand come tema da direttori marketing forse dovremmo chiedere a Karpov delle specifiche, cercando di capire con quale sangue freddo é riuscito a gestire il momento della grande esplosione dopo 30 De4. Lui risponderebbe a web developer Umbria con una espressione anonima “simple chess”, il pedone e5 non lascia grandi opportunità di fuga al re nero dopo il sacrificio della torre e non c’è molto da calcolare. La parte più complicata me la sono costruita prima e l’epilogo era una sciocchezza. Questa filosofia nella risposta immaginaria di Karpov va applicata anche per i digital strategist che sono le nuove figure professionali che si occupano di mettere in atto le migliori strategie nelle attività di web marketing e social media marketing per amplificare brand awareness e servizi e certamente non é secondario il fatto di poter dimostrare con dei fatti concreti una comprovata esperienza. Come del resto ha potuto constatare Geller andando a casa velocemente in 32 mosse grazie a un balzo orizzontale di torre!

Un Jquery al giorno toglie il medico di torno, anche Kubbel prima dei pasti non fa male ma il metodo addClass risana meglio della B12

Senza coordinazione l’avversario rimarrà in vita quindi la prima cosa da fare é dare consistenza e coesione al vostro codice e cercare di destabilizzare la posizione avversaria…pardon, non é che noi di web developer Umbria stiamo facendo confusione tra script PHP e scacchi agonistici? Stiamo calmi mica negli scacchi ci sono solo gli scacchisti ci saranno anche i compositori tipo Leonid Ivanovič Kubbel per esempio da non confondere con altri della famiglia tutti agguerriti e assatanati agonisti. Lo studio presentato qui , il B muove e vince, da web developer Umbria ha il suo fascino….il nero sta per promuovere in maniera irreversibile ma il bianco riuscirà a creare una sorta di trappola mortale intorno al re con colpi alla Leonardo da Vinci! E torniamo al nostro JQuery. È importante notare che questo metodo non sostituisce una classe. Si aggiunge semplicemente la classe, aggiungendola a qualsiasi elemento che può essere già assegnato agli elementi. Prima di jQuery versione 1.12 / 2.2, il metodo .addClass () ha manipolato la proprietà className degli elementi selezionati, non l’attributo di classe. Una volta che la proprietà è stata modificata, è stato il browser che ha aggiornato l’attributo di conseguenza. Un’implicazione di questo comportamento era che questo metodo funzionava solo per i documenti con semantica HTML DOM (ad esempio, non documenti XML pura).A partire da jQuery 1.12 / 2.2, questo comportamento viene modificato per migliorare il supporto per i documenti XML, incluso SVG. A partire da questa versione, invece, viene utilizzato l’attributo di classe. Quindi, .addClass () può essere utilizzato su documenti XML o SVG. Può essere aggiunta più di una classe alla volta, separata da uno spazio all’insieme di elementi corrispondenti, maggiori info all’ indirizzo: https://api.jquery.com/addclass/

E poi un tizio sconosciuto di nome Smyslov ti gioca 15..Cc2 e devi abbandonare prima della ventesima, ovvero quando con PHP e il ciclo FOR puoi fabbricare in casa una scacchiera mica da ridere senza prendere una miniatura

All’ indirizzo: http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1125827 con web developer Umbria ci siamo posti una domanda: ma quando sei superGm come fai a perdere in meno di venti mosse? Quel giorno avevi bevuto? AL posto di tua moglie in camera ci hai trovato qualcun altro? C’era il sole o la gente sudava in sala torneo? Problemi di digestione? What’s the problem? Vabbè la tragedia é che dopo 16 Donna prende in c2 il nero scagliava prepotentemente un alfiere sulla casa f2 che non si poteva rifiutare a causa di una torre in c8 che recupera materiale in vista della spinta del pedone mobile d4. A quel punto il nero saliva in cielo con la sequenza Cg4, De3+, Tc4!! e Ac8 mattanze spettacolari, analizzare per credere anche senza Umbriaway Consulting e web developer Umbria! Vabbè l’unica consololazione é che con Smyslov puoi anche perdere mica é reato. A questo punto cerchiamo di risolvere una spinosa questione: ma se la scacchiera d’avorio me la compri papà costa carissima posso io fabbricarmela in casa a costo zero? Certo con PHP e il ciclo FOR se poffà! Si tratta di annidare un ciclo for dentro l’altro dove quello interno disegna otto righe e quello esterno otto colonne con il risultato di creare 64 caselle stilizzate con i CSS. Tra il primo e il secondo ciclo primqa di andare a colorare le caselle con le classi di CSS inserisco una condizione che verifica se il numero é pari o dispari in modo da assegnare il colore predefito con una condizione IF/ELSE….il tutto sembrerebbe molto complicato ma di fatto non lo é una volta imprecato 45 mila volte con gli inevitaqbili error parser a video per i punti e virgole che mancano e le graffe che non chiudono nei punti giusti e i tag HTML per costruire la tabella che sono inseriti nel punto sbagliato. E quindi partiamo da questo script semplice semplice java script il cui codice si può prendere con il consueto copia e incolla da tasto destro cliccando sulla sorgente della pagina: http://www.farwebdesign.com/example/js/scacchi.html. La questione anche fa capire quanto sia facile programmare con un altro linguaggio di programmazione quando si ha la comprensione per masticarne bene almeno uno. Quindi si tratta di andare a modificare questo file per ottenere l’effetto finale presente in figura postata. Ma come fare? Niente paura ce sta web developer Umbria che suggerisce. Ad esempio il metodo document.write di javascript lo puoi sostituire con ECHO ma la logica di fondo rimane invariata, non é che ci sia una soluzione diversa usando un linguaggio potente e flessibile come il software free di nostra religione. Ma PHP che fa oltre a gestire i web form handling, sending e-mail, occuparsi di security e interagire con i database MySql anche tramite L’Object Oriented PHP? E’ quel famoso ponte sullo stretto di Messina che mette in comunicazione il client con il server e che nel web fortunatamente esiste! E se conosci Javascript sei anche a buon punto come logica di base per risolvere i problemi di PHP sostiene web developer Umbria, l’importante é che ti ricordi di non chiudere un tag PHP in questa maniera </?> ma così: ?> o anche errore frequente é quello di dimenticare il simbolo dollaro davanti anche alle variabili del ciclo for, ricordiamoci che PHP segue i suoi criteri di parsificazione. L’esempio rivisto di una bella scacchiera costruita artiginalmente con due cicli for uno di cui annidato per disegnare le otto righe verificando prima caselle bianche o nere tramite il simbolo % che verifica se un numero dividendolo per due dà resto zero e quindi se é pari o dispari lo si ritrova qui nell’ area web developer Umbria: http://www.farwebdesign.com/example/php/scacchi.php

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